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CVX Assemblea Mondiale 2018

Documenti dell’Assemblea Mondiale della CVX – Buenos Aires, luglio 2018

Vedi il numero speciale di Cristiani nel Mondo dedicato all’Assemblea di Buenos Aires
Visita il sito web ufficiale dell’Assemblea Mondiale della CVX a Buenos Aires (solo in Inglese, Spagnolo o Francese)

Come leggere il documento finale di Buenos Aires

Documento finale da Buenos Aires 2018

Elenco di tutti i documenti dall’Assemblea

Diario dell’Assemblea – Indice

(il presente Diario serve a contestualizzare i documenti dell’Assemblea)

I.- Integrarci in Assemblea della Comunità Mondiale e riconoscere le Grazie ricevute

Giorno 1. Inizio della XVII Assemblea Mondiale
Giorno 2. “Quanti pani avete? Andate a vedere”(Mc 6,38)

II.- Diventare testimoni di questo Kairos

Giorno 3. Esperienza di una Chiesa in uscita (giorno di immersione)

III.- La Grazia de la CVX

Giorno 4. La nostra storia sacra
Giorno 5. Incontro con il Generale della Compagnia di Gesù, p. Sosa
Giorno 6. Dando un nome alla storia di Grazia
Giorno 7. Guardare Dio con le braccia aperte, per ricevere misericordia

IV.- Il camino da fare

Giorno 8: Come comunità CLC siamo chiamati oggi a …
Giorno 9: Il passaggio dal discernimento al processo decisionale nella CVX
Giorno 10: Il nostro unico desiderio e la nostra unica scelta dovrebbe essere fatta “desiderando e scegliendo quello che più ci conduce al fine per cui siamo stati creati” (EE.SS. 23.7)


Elenco dei documenti qui citati

Documenti tradotti in italiano:
Altri documenti non ancora tradotti (in inglese, spagnolo o francese) (*):

(*) Per chi volesse dare la propria disponibilità per tradurre qualcuno di questi documenti al italiano: ti preghiamo di contattare Daniel Napoli o ad uno dei membri del Esecutivo nazionale.

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Prima parte: Integrarci in Assemblea della Comunità Mondiale e riconoscere le Grazie ricevute
22/07 Giorno 1. Inizio della XVII Assemblea Mondiale

Durante la nostra prima giornata in assemblea, eravamo riuniti sotto una grande tenda bianca che ad alcuni richiamava la provvisionalità delle nostre strutture, come la tenda dell’Arca che accompagnava al popolo di Dio nel Esodo verso la Terra Promessa. Luogo di preghiera, interventi, condivisioni plenarie, annunci. All’inizio le sedie erano disposte a “modo aula” ogni sedia con una piccola scrivania davanti, in file parallele guardando il palcoscenico. Subito gli organizzatori hanno chiesto la remozione delle scrivanie per potere più facilmente spostare le sedie a seconda dell’attività giornaliere (in file, grande cerchi concentrici per condivisioni plenarie, piccoli cerchi isolati per condivisioni in gruppi)

Nel intervento iniziale, il Presidente dell’ExCo, Mauricio López, ci ha ricordato come in quell’assemblea bisognava fare memoria del passato con uno sguardo al futuro sulla scia del magistero papale di Papa Francesco e poi ha invitato tutte le delegazioni ad entrare con grande animo e libertà, ricordando le stesse parole di San Ignazio:

“Giova molto che chi fa gli Esercizi li intraprenda con animo aperto e generoso verso il suo Creatore e Signore, mettendogli a disposizione tutta la propria volontà e libertà, in modo che la Divina Maestà possa disporre di lui e di quanto possiede secondo la sua santissima volontà.” (Quinta annotazione)

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Successivamente sono stati letti i messaggi ricevuti da Papa Francesco e dal Cardinale Kevin Farrell, Prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita.

È in questi momenti che avverti forte la presenza dello Spirito e l’universalità della Chiesa. La multiforme composizione dell’Assemblea con la presenza di uomini e donne di tutte le razze, dai diversi colori della pelle, dai vestiti variopinti e multiformi, ma tutti uniti dallo stesso amore per Cristo, rende plasticamente visibile ciò che il Signore ci ha detto duemila anni orsono: andate in tutto il mondo e annunciate il Vangelo.

Risuonano in noi le parole di Papa Francesco indirizzate all’Assemblea, che ci ha ricordato di guardare il mondo con lo sguardo della Trinità (1 dei PP.GG. e degli EE.SS.) e chiedersi oggi come rispondere alla chiamata di Dio. Cosa faccio io per Cristo oggi?

“Contemplazione e azione, le due dimensioni insieme: perché solo attraverso le ferite di Cristo possiamo entrare nel cuore di Dio e sappiamo che Cristo continua ad essere ferito nell’affamato, nell’ignorante, nello scartato, nel vecchio, nell’ammalato, nell’incarcerato, in ogni carne umana vulnerabile.”

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23/07 Giorno 2. “Quanti pani avete? Andate a vedere”(Mc 6,38)

L’inizio è stato un tempo speciale di “Kairos” per la CVX, che siamo stati invitati a vivere sotto la grazia di Dio.

L’ExCo ha condiviso il rapporto 2013 – 2018. Ha rivisto lo stato attuale di ciascuna delle Frontiere scelte in Libano; ha condiviso riflessioni sulla nostra comunità mondiale e ha parlato della nostra identità laicale ignaziana.

Le relazioni di ogni membro dell’ExCo, espresse in modo personale e autentico, ci hanno fatto percorrere i temi che sono stati elaborati durante questi 5 anni. In questa riunione plenaria, la comunità mondiale si riconosce in un momento speciale di “Kairos“, in cui ci sentiamo chiamati a offrire il nostro carisma al mondo attuale. (Vedi il rapporto 2013 – 2018)

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Guidati dal team ESDAC (Esercizi Spirituali per il Discernimento Apostolico Comunitario), abbiamo ricevuto l’invito a identificare le grazie personali ricevute dalla CVX. Una CVX che ha toccato i nostri cuori, ci ha aiutato a crescere oltre i nostri limiti, riconoscendo gli Esercizi Spirituali come una fonte che ci permette di vivere la vita quotidiana nella luce del Signore e a offrire la nostra Comunità come luogo per godere della vera amicizia in Dio. Con gratitudine, tanta gioia, generosità e responsabilità, abbiamo offerto a Dio i nostri pani: i nostri doni.

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Seconda parte: Diventare testimoni di questo Kairos
24/07 – Giorno 3. Esperienza di una Chiesa in uscita (giorno di immersione)

Una giornata segnata da due eventi ben definiti:

  • l’incontro con Austen Ivereigh,
  • la visita alla parrocchia fondata da Jorge Bergoglio in un quartiere periferico di San Miguel, accanto al Colegio Máximo.

Al mattino, il Dr. Austen Ivereigh, che ha scritto il libro: “Tempo di misericordia. Vita di Jorge Mario Bergoglio”, ha presentato una relazione intitolata “L’opzione di Francesco: Evangelizzare un mondo disordinato”. In questa relazione Austen ha condensato intelligentemente le linee d’azione che Papa Francesco ha sviluppato partendo “dalla convinzione di Francesco che in questo momento, il Signore chiede alla Chiesa di evangelizzare, e per fare questo la Chiesa deve essere trasformata da un cambiamento già preparato nel Concilio Vaticano II, ma che ancora non abbiamo completamente abbracciato”.
A questo punto l’incombenza del “luogo” inizia ad essere piu’ concreta. Come Ivereigh racconta nel suo primo libro (Tempi di Misericordia) Bergoglio ha studiato e si è formato qui come gesuita, poi ha insegnato, è stato rettore del Massimo e quando li è toccato diventare Provinciale, ha spostato la sede della Provincia qui.
In questo “luogo” ha applicato durante la formazione dei seminaristi la sua idea di pastorale con il popolo di Dio (e non per). Lui ha voluto creare la parrocchia Patriarca San Giuseppe, con le sue cinque cappelle, in modo di arrivare a tutte le persone che vivono in questo immenso “barrio”.

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In risposta al messaggio di Francisco, di essere una Chiesa in uscita, a mezzogiorno l’Assemblea è stata invitata a incontrare il attuale parroco della comunità del Patriarca San Giuseppe, padre Rafael Velazco sj (recentemente nominato Provinciale della Provincia Argentino Uruguaya), che ci ha chiesto di accompagnarlo a fare con lui un’esperienza di missione: “condivideremo la vita di una parrocchia nella periferia di Buenos Aires, una parrocchia che cerca di uscire per incontrare coloro che vivono nelle proprie periferie esistenziali”.

Siamo stati invitati, come nella “Contemplazione per raggiungere l’amore” (degli EE.SS.), a dare ciò che ciascuno ha e può.

Il “barrio” dove c’è il Máximo è un quartiere di lavoratori, gran parte dei quali pendolari che lavorano a Bs.As. (il centro metropolitano è a 40 km), immigranti o discendenti di loro, da altre regioni dell’Argentina o dai paesi limitrofi.  La loro accoglienza è più fraterna che cordiale. Si raccontano e vogliono sentire anche da noi. Ci propongono di pregare con loro. Si sentono comunità di credenti e annunciatori della Buona Nuova. Antonio ha fatto esperienza di preghiera e di condivisione con una famiglia che anima un gruppo di orazione biblica settimanale. Abbiamo pregato insieme e scambiato molte notizie tra noi nonché bevuto il Mate, per quasi tutti una novità assoluta. Si è trattato di una esperienza di condivisione e preghiera vera. Molti ricordano ancora quando Bergoglio era il loro parroco e ha battezzato i loro figli.

Carlo della CVX di Svezia ha visitato una famiglia di pensionati. Sono poveri e pur non avendo niente hanno aggiunto sulla loro casetta un corridoio dove ogni sabato danno da mangiare a 50 bambini di famiglie ancora più povere. Lui guadagna al mese 6000 pesos (200€) e ogni sabato spende 800 pesos x preparare il pranzo … Raccontandoci questo, Carlo poi ci dirà “questo il mio volto di Dio, oggi, queste persone hanno messo a disposizione i loro 5 pani!

Di fatto, gli organizzatori hanno voluto prima di iniziare il discernimento come CVX Mondiale, di vedere e condividere con il suoi prediletti. Condividere con loro non è stato afato una visita turistica o “sociologica” e neppure si è tentato di sensibilizzarci con una emotività “toccante”. E’ stata semplicemente una esperienza di essere Chiesa con loro. Esperienza del Popolo di Dio.

Alla fine tutti i piccoli gruppi si sono riuniti in una piazza del quartiere e abbiamo celebrato all’aperto l’Eucarestia, presieduta dal parroco, con la Comunità parrocchiale che ci ha riscaldato il cuore in quella freddo pomeriggio invernale.

L’Assemblea è stata profondamente colpita e grata per l’esperienza fatta. (vedi il video)

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Terza parte: La Grazia de la CVX
25/07 Giorno 4. La nostra storia sacra

Questa mattina Magdalena Palencia (CVX Mexico) ci ha raccontato in modo tenero e intelligente la nostra storia della CVX, dalla fine degli anni ’40.

Magdalena è l’unica tra i presenti ad avere partecipato in tutte le Assemblee Mondiali, prima come delegata, poi come membro dell’esecutivo mondiale, poi come volontaria in segreteria e ora come oratore.

Ha iniziato il suo racconto ricordando le parole che il p. Arrupe sj pronunziò in una Messa celebrata durante la Settimana Santa del 1981. Magdalena ha citato nel modo più fedele un ricordo che serbava nel suo cuore, l’intenzione che Arrupe ha fatto durante la preghiera dei fedeli: “…cosi come il Signore ha fatto con Abramo, Lui ha dato a questa Comunità un nuovo nome: ‘Comunità di Vita Cristiana’, che in sé stesso implica la missione a cui è stata chiamata”.

Usando il riferimento biblico di Abramo come guida, Magdalena ci ha raccontato le vicissitudini della nostra Storia, attraverso tutte le Assemblee, i loro contesti, quello che è successo e le loro implicazioni negli anni successivi. Abbiamo ascoltato tutti, completamente presi dall’intensità della storia, dall’accento e dal tono morbido della sua voce.

Ha concluso la sua partecipazione ricordandoci che siamo CVX, una Comunità che oggi arriva nella patria di Papa Francesco, per riconoscere quale dono ha da dare al mondo.

E’ stata una giornata molto intensa, dedicata tutta alla seconda e terza parte degli Esercizi ESDAC. Abbiamo pregato personalmente e poi come Comunità, individuando gli elementi di gioia o di criticità in questi 50 anni di storia della CVX. Sono emersi come elementi positivi la partecipazione al rinnovamento della Chiesa voluto da Papa Francesco, la riscoperta degli Esercizi Spirituali (il mese ignaziano) e come criticità i rapporti laici-gesuiti e la riduzione della componente giovanile nelle nostre Comunità.

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26/07 Giorno 5. Incontro con il Generale della Compagnia di Gesù, p. Sosa

Messaggio del p. A. Sosa sj alla CVX Mondiale: Una comunità laicale

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27/07 Giorno 6. Dando un nome alla storia di Grazia

Stamani si è aggiunto all’Assemblea il rappresentante della Repubblica democratica del Congo. Purtroppo il rappresentante della CVX siriana non potrà essere con noi perché non gli è stato concesso il visto di ingresso. Preghiamo per la CVX siriana.

In questo sesto giorno è iniziata la seconda parte dell’Assemblea. I delegati, guidati dal team ESDAC, hanno iniziato i giorni di discernimento. L’invito è stato esteso all’intera Comunità Mondiale, chiedendole di accompagnarci e sostenerci con le loro preghiere.

La nostra grazia da chiedere in questa Assemblea: “Desideriamo una maggiore profondità e integrazione nella vita del nostro carisma CVX nel mondo d’oggi“.

Il primo passo è stato fare memoria dei giorni già passati in Assemblea. Ripercorrere la linea storica della CVX e vedere in essa i diversi eventi. Non è appropriato incolpare o entrare in conflitto con loro. Servono a chiederci cosa faremo con questa storia ricevuta. Servono per poter entrare nella vita e nella diversità. È normale che ogni storia abbia delle ferite, ma le ferite non sono il centro e possiamo trasformarle in cicatrici.

Ci sono due modalità per entrare in questo tempo: affari o discernimento.

O entriamo in una dinamica di orientamento dell’Assemblea verso il compito, la ricerca di soluzioni, l’ansia per l’Assemblea stessa (cosa diranno nel futuro sull’Assemblea di Buenos Aires?)

O al contrario, cerchiamo di costruire una fraternità e un corpo apostolico, per vedere la vita con gli occhi di Dio, per sentire sentimenti e mozioni, lasciandoci condurre da Dio con la fiducia che ciò che verrà fuori sarà frutto della preghiera.

E stato molto chiaro l’invito a vivere quei giorni in questo secondo modo e per questo sono state fondamentali anche le vostre preghiere, che abbiamo sollecitato tramite i “social”:

“Pregate per noi affinché questi giorni finali di Assemblea diano il frutto di un maggior servizio alla Chiesa e al Mondo”.

Nel pomeriggio, la proposta si è concentrata sulla preghiera e sul dare nome alla nostra Grazia.

Abbiamo lavorato molto sul nome di grazia che ognuno di noi ha e sul nome che ognuno di noi dà a Dio.

Anche visivamente l’Assemblea ha cambiato volto, riuniti tutti in un unico grande cerchio. Alla fine ne è venuto fuori un volto di Cristo formato da tutti i nostri volti ed abbiamo depositato in cerchio tutti i nomi scritti in pezzi di carta al centro della tenda dove ci riuniamo

Il nome di Grazia vorrebbe esprimere l’identità, la vocazione e la missione di una persona o di una comunità. Compassione, Misericordia, Figlio amato, Cristo ferito e sorridente, Dio con noi, Compagni di Gesù, erano alcuni dei nomi che stavano emergendo nella condivisione plenaria.

In questa plenaria è stato deciso che il giorno seguente (il settimo giorno) saremmo rimasti in silenzio certi che le nostre comunità continuavano a pregare per noi.

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28/07 Giorno 7. Guardare Dio con le braccia aperte, per ricevere misericordia

Come negli Esercizi Spirituali, in questo giorno, l’Assemblea ha deciso di fare silenzio, cercando così una maggiore profondità ed incontro con il Signore. Alla fine della giornata sono prevalsi un sentimento di speranza e un invito alla fiducia. Siamo nelle mani del Signore che sta tessendo e costruendo insieme a noi questo corpo apostolico.

Abbiamo iniziato la mattinata insieme in plenaria, rispondendo liberamente a due domande proposte dal team ESDAC:

-          Qual è il nostro carisma CVX?

-          Quali sono le parole di Papa Francesco che risuonano nel nostro cuore?

Non è stato facile trovare una parola per rispondere a ognuna di queste domande.

Sul carisma della CVX, sono emerse tante parole quante erano le persone che intervenivano. Alcune di esse potrebbero essere raggruppate in queste altre: Discernimento, Comunità apostolica, Esercizi spirituali, Condivisione della vita, Spiritualità, Comunità, Missione.

Le parole di Papa Francesco che più hanno risuonato nei nostri cuori sono: Misericordia, Conversione personale, Cura per la nostra casa comune, Gioia del Vangelo, Non “star affacciati al balcone” della vita, Globalizzazione dell’indifferenza …

Con questo preambolo abbiamo preparato il nostro cuore per riconoscere il significato profondo del nostro nome comune come CVX. Ma dobbiamo andare ancora più in profondità per potere assumere la nostra identità e qui risuona la domanda che ci ha fatto qualcuno all’inizio di questo cammino di approfondimento:

-          Che funzione svolge la CVX?

-          Siamo convinti di continuare a cercare il modo migliore per essere CVX in questo mondo oggi?

-          Qual è il nostro modo di continuare a vivere il Vangelo oggi?

Il pomeriggio è stato un momento per guardare – con tenerezza e un sorriso – i peccati della CVX come comunità globale e come comunità locali. Riconoscere le nostre paralisi. Cosa ci succede? Perché, a volte, i pani che abbiamo da condividere si induriscono e si rovinano?

Pensavamo si trattasi di un problema locale ma abbiamo scoperto che una delle malattie di cui soffre la CVX nel mondo è quello di avere scambiato il discernimento prudenziale (scegliere tra due possibilità) per quello ignaziano (discernere le mozioni dello Spirito), che si traduce in una paralisi che ci rende invisibili. E ciò accade in Sudafrica, in Zimbabwe, Macao, Ungheria. Il motto che ha scelto uno dei gruppi per definire ciò (riconosciuto come tentazione e quindi come peccato) è: CONTEMPLATIVE INACTIVE (Contemplativi inattivi) in contrasto con CONTEMPLATIVI NELL’AZIONE.

Il cuore della nostra CVX non continuerà a pulsare se non riconosciamo prima i nostri peccati. Gesù aborrisce il peccato, ma ama il peccatore. Dobbiamo guardare al Dio delle braccia aperte per chiedere la sua misericordia. Abbiamo provato a rappresentare il peccato delle nostre comunità come “statue” formate da piccoli gruppi e quest’immagine è risultata profonda e penetrante, contemplando la desolazione di colui che è congelato, il disagio della paralisi.

Qual è la grazia di cui abbiamo bisogno da Dio per uscire da questa paralisi? Bisogna guardarci con gli occhi di Gesù per sentirci di nuovo vivi, per sentirci di nuovo riabilitati, per potere camminare di nuovo. E per questo ci serve la luce che viene da Cristo stesso.

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Quarta e ultima parte: >Il camino da fare
29/07 Giorno 8: Come comunità CLC siamo chiamati oggi a …

Oggi è arrivata la fine del processo di discernimento guidato dal team ESDAC. Allo stesso tempo è stato il primo dei tre giorni che, nell’itinerario dell’Assemblea, erano raggruppati sotto il nome di “Strade da percorrere come CVX”.

Certamente, alcuni di queste strade sono già emerse nei giorni precedenti.

Al mattino siamo stati invitati a chiedere la Grazia di una maggiore profondità nel vivere integralmente il nostro carisma CVX. Le parole di Marianne Williamson pronunciate da Mandela durante la sua investitura risuonano e sono state lette in plenaria: “Tu sei un figlio di Dio. Giocare in piccolo non serve al mondo”.

C’è molto del messaggio di Francesco ai giovani: “No balconen la vida” (non siate spettatori nella vita). E una terza immagine che dovremmo pure ricordare: noi abbiamo bisogno di nuovi otri per il vino nuovo.

Questa attuale identità di CVX, il suo nome di grazia, è il meccanismo che ci consente di continuare il movimento dei tre pilastri che si esprimono nel nostro carisma: comunità, crescita spirituale e missione.

Per chiudere le attività del mattino, i gruppi hanno condiviso i frutti che corrispondevano a ciò a cui i membri CVX si sentono di essere chiamati. I grafici con le risposte dei gruppi sono stati collocati in un disegno a spirale al centro della tenda. Nel pomeriggio, il team ESDAC ha trasformato la spirale in un domino con tre assi principali:

- Primo asse: Uscire come compagni di Gesù e essere testimoni della luce di Cristo nel mondo;

- Secondo asse (che sembra l’asse principale): Nostra identità come CVX e il nostro discernimento laico Ignaziano come strumento;

- Terzo asse: Essere consapevoli della nostra condizione di peccatori perdonati, che desiderano servire e sanare le ferite di Cristo.

La giornata si è conclusa con un profondo senso di gratitudine per tanti doni e un senso di profonda gioia e speranza. Tutto ciò che abbiamo vissuto in questi giorni è il risultato del metterci nelle mani di Dio. Abbiamo sperimentato Dio e questo ci ha portato a momenti di maggiore consolazione e momenti di dubbio e / o sfiducia. Oggi è possibile vedere i frutti della nostra Assemblea, che sono al centro del nostro carisma CVX.

I frutti e l’orizzonte sono ora nelle nostre mani e nelle mani di Dio.

È anche importante notare che abbiamo iniziato e concluso la giornata mettendoci nelle mani di Maria. Le abbiamo chiesto di mostrarci la via per raggiungere il Padre. Ai suoi piedi, abbiamo offerto i frutti del nostro lavoro in questi giorni chiedendo a Maria, la Madonna della Buona Strada, la grazia di metterci con suo figlio.

“Infatti, non il molto sapere sazia e soddisfa l’anima, ma il sentire e gustare le cose interiormente” (EE.EE. 2.4)

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30/07 Giorno 9: Il passaggio dal discernimento al processo decisionale nella CVX

Oggi è stata una giornata diversa, non solo per i cambiamenti climatici (giornata di sole dopo tanti giorni grigi e piovosi), ma si è trascorso più tempo in assemblea a riflettere e prepararsi per le elezioni del Consiglio esecutivo mondiale. Siamo passati dal discernimento comunitario al processo decisionale in un clima di consolazione. Abbiamo lavorato su quattro proposte di emendamenti ai PP.GG. e alle Norme, proposti dall’ExCo mondiale e dalle CVX di Austria, Filippine e Canada. Nel pomeriggio discussione dei bilanci della Comunità mondiale.

E’ stato approvato un sol emendamento dei tre proposti.

C’è stata molta condivisione in assemblea da parte di ciascuna delegazione. Era necessario un ascolto attivo per prendere decisioni. La lettura della prima bozza del documento finale ci ha portato a ripercorrere ciò che abbiamo vissuto in questi giorni.

Durante questa lettura è prevalso un senso di gratitudine e di consenso. Il team estensore ha ascoltato e accettato le considerazioni dei Delegati. Questo documento finale potrebbe non essere la Parola di Dio, ma il Suo Spirito era molto presente. Abbiamo continuato a pregare perché il Signore ci desse la grazia di potere esprimere nel miglior modo possibile i frutti di questa Assemblea.

C’è stato un momento speciale di molta gioia e gratitudine quando padre Rafael Velazco sj, parroco della Parrocchia di San Giuseppe, è venuto a condividere la gioia e la felicità della comunità parrocchiale per la nostra visita durante il 3 ° giorno. Il suo gesto è stato molto gradito e apprezzato.

Abbiamo terminato questo giorno ricordando le parole di padre Pedro Arrupe sj che ha riassunto ciò che è importante dopo l’esperienza vissuta nell’Assemblea:

“Innamorati!  Niente è più importante che trovare Dio e innamorarsi di Lui in un modo assoluto e definitivo.  Ciò di cui sei innamorato è ciò che afferra la tua immaginazione, e questo influenza tutto, illumina tutto.

Questo decide cosa tirerai fuori dal letto la mattina, cosa farai con le tue serate, come trascorrerai i fine settimana, cosa leggerai, cosa saprai, quale sarà il tuo cuore e cosa amerai con gioia e gratitudine.

Innamorati! Rimane in quell’amore e tutto sarà per te diverso.”

Pedro Arrupe s.j.

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31/7 Giorno 10: Il nostro unico desiderio e la nostra unica scelta dovrebbe essere fatta “desiderando e scegliendo quello che più ci conduce al fine per cui siamo stati creati” (EE.SS. 23.7)

Il 31 luglio, festa di San Ignazio è stato l’ultimo della XVII Assemblea Mondiale celebrata a Buenos Aires.

Dall’inizio del giorno, la presenza d’Ignazio ci ha accompagnato prima nei saluti tra di noi e poi nella preghiera del mattino con il “Prendi Signore e ricevi”. Questa preghiera ci ha preparato per uno dei momenti importanti della giornata: l’elezione dei nuovi membri del ExCo per il periodo 2018 – 2023. In atteggiamento di preghiera e di discernimento si sono fatte le votazioni per i diversi incarichi. Il nuovo ExCo è così formato da rappresentanti di differenti regioni, di età diverse, uomini e donne con la propria e singolare esperienza di essere CVX nella vita. Siamo fiduciosi che questo arricchirà il loro compito e sarà di aiuto per continuare ad approfondire e perfezionare il modo di vivere il nostro carisma CVX nel mondo d’oggi.

Questo processo iniziato in questi giorni di Assemblea non nasce qui ma è frutto di questi primi 50 anni della nostra storia. Il documenti finale scritto durante l’Assemblea e che arriverà a tutti, riporta il processo.

Qualcuno ha detto che questo documento è un documento “canonico” per la CVX. Riflette la nostra fede, la nostra missione, la nostra identità e la nostra vita. Prova a comunicare un’esperienza.

Questo documento ci da un modello per consolidare la nostra identità e continuare ad avanzare come comunità apostolica laica.

Come un piccolo grano di senape, questo discernimento comunitario e apostolico ci prepara a continuare ad andare avanti.

L’Assemblea si è conclusa con la celebrazione dell’Eucaristia nella festa di San Ignazio.

P. Herminio, il nostro vice-assistente ecclesiastico, nella sua omelia, ci ha invitato a continuare ad approfondire l’esperienza. Ci ha anche ricordato la frase d’Ignazio “Cercare e trovare Dio in tutte le cose”. E ha reiterato il “cercare”, il perseverare e lavorare per cercare

Termina qui nostro racconto di questa Assemblea mondiale a Buenos Aires. Esperienza molto bella, arricchente da tutti i punti di vista: umano, spirituale, sociale. Bella anche l’esperienza di amicizia vissuta tra di noi e aver conosciuto tante sorelle e fratelli della comunità mondiale. Abbiamo conosciuto meglio la mentalità latinoamericana, fatta di molte emozioni e passioni. Per noi europei è molto difficile capire e sentire alla stessa maniera. Abbiamo scoperto il mondo dell’oriente lontano. Oggi per noi sono volti di persone accomunate dalla stessa fede. Intravediamo in quei volti la speranza di una Chiesa per il futuro, giovane e con entusiasmo.

Insomma per noi questa esperienza a Buenos Aires è stato un dono del Signore. Sento la responsabilità di trasmettere i doni ricevuti alla nostra comunità nazionale.  AMDG.

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Come leggere il documento finale di Buenos Aires

Documento finale da Buenos Aires 2018


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